Tavola Rotonda a Veronamercato del 18.05.13

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TAVOLA ROTONDA A VERONAMERCATO: "FARE SISTEMA PER RIMANERE COMPETITIVI"
(Articolo riportato dal il Corriere Ortofrutticolo del 20 maggio 2013)

Fare sistema creando nuove sinergie tra operatori, valorizzare le produzioni ortofrutticole, comunicare di più e meglio, puntare decisamente sulle esportazioni. Questa la ricetta per tornare vincenti sui mercati emersa dalla tavola rotonda organizzata in occasione del decennale di Veronamercato sabato scorso (leggi news).

All’incontro, moderato dal giornalista del Sole 24Ore Massimo Agostini, hanno partecipato Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, Paolo Bruni, presidente del Cso di Ferrara e Giuseppe Pavan, presidente di Mercati Associati.

Bruni ha posto l'accento in particolare su tre priorità da affrontare: la ripresa dei consumi di ortofrutta che negli ultimi 10 anni sono calati di 100 chili a famiglia (da 450 chili annui a famiglia nel 2002 si è passati a 350 nel 2012), il miglioramento della logistica e la conquista di nuovi mercati attraverso l'abbattimento delle barriere fitosanitarie che impediscono, per esempio, a mele e pere italiane di raggiungere il mercato degli Stati Uniti.

Salvi ha esaminato nel dettaglio i dati dell’import-export ortofrutticolo italiano. “L’Italia ha ancora un peso significativo nell’export. Nel 2012 le esportazioni ortofrutticole italiane a valore hanno sfiorato i 4 miliardi di euro (+3% sul 2011). In molti comparti tuttavia si potrebbe fare meglio”, ha sottolineato il presidente di Fruitimprese che ha aggiunto: “Il nostro settore ha numeri importanti. Dovremmo però comunicarli meglio, imparando per esempio dal mondo del vino”.

Salvi ha portato alcuni esempi eclatanti, come quello delle pere. L’Italia ha in mano un terzo della produzione europea ma esporta solo il 27% della produzione. Il presidente di Fruitimprese ha poi citato il caso delle fragole, “di cui l’Italia 15 anni fa era leader indiscussa in Europa. Oggi invece il mercato lo fa la Spagna, mentre noi arranchiamo, specie nelle esportazioni verso la Germania, Paese che si è organizzato fino a essere produttore grazie a investimenti su 15 mila ettari di terreni coltivati a fragola”.

Salvi ha poi ricordato come “la frutta stia sparendo dalle tavole dei ristoranti. L’unico frutto che si trova con regolarità è l’ananas (le importazioni del frutto si sono moltiplicate, passando dalle 50 mila tonnellate del 1997, alle 80 mila del 2002 fino alle 151 mila del 2011, ndr). Dovremmo invece far ritornare nei ristoranti anche l’ortofrutta di casa nostra nell’ottica di dare nuovo impulso ai consumi”. Salvi è poi tornato sulla necessità “di fare sistema. Un termine che non deve essere un semplice slogan ma che deve davvero essere messo in pratica. Anche la politica deve capire come questo settore debba diventare strategico per il Paese”.

Pavan dal canto suo ha sottolineato il ruolo strategico che stanno assumendo gli enti di gestione dei mercati nello sviluppo dell'internazionalizzazione. Il presidente di Mercati Associati, l'organismo che rappresenta a livello nazionale i Centri agroalimentari italiani, ha quindi riferito che l’ente da lui presieduto si sta impegnando per "favorire la creazione di maggiori sinergie tra gli enti gestori, portare le esperienze dell'associazione in tutti i Mercati Agroalimentari che stanno crescendo e allargare la base associativa".

Pavan ha inoltre ha sollecitato maggiori sinergie tra gli operatori su tutto il territorio nazionale e la ripresa di un dialogo con i ministeri competenti, Politiche agricole e Sviluppo economico - per un rilancio e una razionalizzazione dei centri stessi.

Paolo Merci, direttore di Veronamercato, infine, ha ripercorso la storia del centro agroalimentare scaligero e i numeri importanti raggiunti, gettando uno sguardo ottimista e pieno di speranze sul futuro.

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